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SUI MONTI DELLA TOLFA CERCANDO LA VEDOVA NERA
This page is only in italian, sorry ! In english I have written a comprehensive guide on this topic and you can learn more in this page of the site.
Detta anche malmignatta o ragno volterrano, la vedova nera (Latrodectus tredecimguttatus) è un ragno dal morso velenoso che in Italia vive negli ambienti mediterranei solitari e pietrosi come la gariga o la macchia più bassa e degradata. Clicca sulle miniature in basso per ingrandirle.
Detta anche malmignatta o ragno volterrano, la vedova nera (Latrodectus tredecimguttatus) è un ragno dal morso velenoso che in Italia vive negli ambienti mediterranei solitari e pietrosi come la gariga o la macchia più bassa e degradata. Clicca sulle miniature in basso per ingrandirle.
La vedova nera (Latrodectus tredecimguttatus) è il rappresentante italiano di una famiglia diffusa in tutto il mondo. Si tratta di un aracnide in realtà non molto grande, nonostante la pessima fama: misura fino a 15 millimetri nella femmina, più grande del maschio, e presenta un addome globoso e zampe sottili e in apparenza glabre. La presenza di tredici macchie rosse, bordate di bianco nei giovani, è all’origine del nome scientifico.
La sua pessima reputazione è dovuta al morso, decisamente velenoso. Trattandosi di un ragno abbastanza lento nei movimenti e poco aggressivo, venire morsi è un’eventualità abbastanza rara. In ogni caso, tra gli effetti più immediati c’è dopo pochi minuti l’insorgenza di febbre e nausea e possono seguire complicazioni più serie che consigliano sempre il ricorso all’ospedale. In Italia, ad ogni modo, i casi mortali sono veramente rari.
Dove
Nella penisola italiana è presente nelle regioni meridionali e centrali, a sud della Toscana e della Liguria, preferendo ambienti mediterranei solitari e pietrosi come la gariga o la macchia più bassa e degradata.
Tra le aree più vicine a Roma è presente sui monti della Tolfa, senz’altro il comprensorio naturalistico più interessante a ridosso della Capitale. Si tratta di colline di modesta altitudine, che non supera i 650 metri, caratterizzate da una scarsa antropizzazione. Pochi paesi e poco abitati. Poche strade asfaltate. Poche costruzioni rurali. Pochissimi incontri lungo le carrarecce impolverate e sconnesse. La natura geologica del terreno, di origine vulcanica, assieme alla posizione geografica a ridosso della costa e al clima hanno generato paesaggi singolari e una biodiversità di grandissimo rilievo che attira qui ricercatori, naturalisti, escursionisti e fotografi.
Riguardo alla vegetazione, tra queste colline si sovrappongono associazioni e specie tipiche mediterranee, come il leccio e la sughera, con specie atlantiche come il faggio, il pungitopo, l’agrifoglio oppure con specie orientali balcaniche quali l’albero di Giuda e il carpino orientale. Tra tutte, le specie censite sono un migliaio e comprendono vere preziosità come le circa 40 specie di orchidee tra cui Orchis papilionacea, O. morio, O. simia, O. apifera, Ophrys sphegodes. La fauna è ricca di varietà ma povera numericamente, a causa della caccia. Spiccano tra gli altri i rapaci, con tredici specie presenti nel corso dell’anno, molte delle quali nidificanti.
L’itinerario
Una delle strade che taglia da parte a parte i monti della Tolfa parte da Allumiere. Da Roma si prende l’autostrada per Civitavecchia A12, uscendone al casello di Civitavecchia Nord. Da qui seguire le indicazioni per Tolfa e Allumiere, ma prima di arrivare a quest’ultimo paese si svolta a destra per La Bianca. A cinquanta metri dopo questo incrocio, nuova svolta a destra per una stradina che prima passa accanto ad alcune case e poi procede curva dopo curva tra boschi e pascoli. Dopo alcuni chilometri l’asfalto finisce presso uno spiazzo, dove sorgono un fontanile bianco e lo scavo di una villa romana, ai piedi di monte Tolfaccia. Qui si scende sulla destra, sempre in auto, sulla strada diventata sterrata. Dopo una discesa e una salita la strada piega a destra sotto a un pilone dell’alta tensione, frequentato roost dei nibbi reali nei mesi invernali. Si supera un cancello in legno (se chiuso, aprire e poi richiudere) e si raggiunge un altro fontanile: da qui in avanti, i pascoli di cresta che abbiamo sulla destra (Poggio Freddara) sono ben frequentati dalle vedove nere. Occorre cercare nelle zone più sassose le rade ragnatele, vicino a terra e spesso includenti detriti, tipiche della specie. Attenzione a dove mettete le mani!
Internet
www.lifemontidellatolfa.it/
Per scrivermi riguardo ai contenuti della scheda (aggiornamenti, suggerimenti o altro) clicca qui.
La sua pessima reputazione è dovuta al morso, decisamente velenoso. Trattandosi di un ragno abbastanza lento nei movimenti e poco aggressivo, venire morsi è un’eventualità abbastanza rara. In ogni caso, tra gli effetti più immediati c’è dopo pochi minuti l’insorgenza di febbre e nausea e possono seguire complicazioni più serie che consigliano sempre il ricorso all’ospedale. In Italia, ad ogni modo, i casi mortali sono veramente rari.
Dove
Nella penisola italiana è presente nelle regioni meridionali e centrali, a sud della Toscana e della Liguria, preferendo ambienti mediterranei solitari e pietrosi come la gariga o la macchia più bassa e degradata.
Tra le aree più vicine a Roma è presente sui monti della Tolfa, senz’altro il comprensorio naturalistico più interessante a ridosso della Capitale. Si tratta di colline di modesta altitudine, che non supera i 650 metri, caratterizzate da una scarsa antropizzazione. Pochi paesi e poco abitati. Poche strade asfaltate. Poche costruzioni rurali. Pochissimi incontri lungo le carrarecce impolverate e sconnesse. La natura geologica del terreno, di origine vulcanica, assieme alla posizione geografica a ridosso della costa e al clima hanno generato paesaggi singolari e una biodiversità di grandissimo rilievo che attira qui ricercatori, naturalisti, escursionisti e fotografi.
Riguardo alla vegetazione, tra queste colline si sovrappongono associazioni e specie tipiche mediterranee, come il leccio e la sughera, con specie atlantiche come il faggio, il pungitopo, l’agrifoglio oppure con specie orientali balcaniche quali l’albero di Giuda e il carpino orientale. Tra tutte, le specie censite sono un migliaio e comprendono vere preziosità come le circa 40 specie di orchidee tra cui Orchis papilionacea, O. morio, O. simia, O. apifera, Ophrys sphegodes. La fauna è ricca di varietà ma povera numericamente, a causa della caccia. Spiccano tra gli altri i rapaci, con tredici specie presenti nel corso dell’anno, molte delle quali nidificanti.
L’itinerario
Una delle strade che taglia da parte a parte i monti della Tolfa parte da Allumiere. Da Roma si prende l’autostrada per Civitavecchia A12, uscendone al casello di Civitavecchia Nord. Da qui seguire le indicazioni per Tolfa e Allumiere, ma prima di arrivare a quest’ultimo paese si svolta a destra per La Bianca. A cinquanta metri dopo questo incrocio, nuova svolta a destra per una stradina che prima passa accanto ad alcune case e poi procede curva dopo curva tra boschi e pascoli. Dopo alcuni chilometri l’asfalto finisce presso uno spiazzo, dove sorgono un fontanile bianco e lo scavo di una villa romana, ai piedi di monte Tolfaccia. Qui si scende sulla destra, sempre in auto, sulla strada diventata sterrata. Dopo una discesa e una salita la strada piega a destra sotto a un pilone dell’alta tensione, frequentato roost dei nibbi reali nei mesi invernali. Si supera un cancello in legno (se chiuso, aprire e poi richiudere) e si raggiunge un altro fontanile: da qui in avanti, i pascoli di cresta che abbiamo sulla destra (Poggio Freddara) sono ben frequentati dalle vedove nere. Occorre cercare nelle zone più sassose le rade ragnatele, vicino a terra e spesso includenti detriti, tipiche della specie. Attenzione a dove mettete le mani!
Internet
www.lifemontidellatolfa.it/
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