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HUMANS. RESOURCES.

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Quel che chiamiamo "risorse umane" (human resources) sono in realtà le donne e gli uomini che fanno funzionare una qualunque organizzazione e tanto più un'azienda. Persone che con il loro lavoro certamente assolvono a una funzione, ben delimitata dalle regole d'ingaggio (il contratto), ma che con i comportamenti propri, le pulsioni, le individualità, accompagnano e interpretano in maniera unica e irripetibile quelle stesse mansioni.

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Una termocamera, cioè una fotocamera in grado di recepire le diverse temperature di corpi e oggetti tramite un sensore appunto termico e quindi tradurle in colorazioni differenti, utilizzata per i metalli in lavorazione e giacenza, gli scorci degli stabilimenti industriali e i ritratti al personale al lavoro, può rappresentare il vettore tecnologico di una narrazione che diventa non solo comunicazione aziendale efficace e innovativa ma finanche operazione culturale. Andare oltre il visibile e il manifesto per approfondire una conoscenza, quella sul rapporto tra la nostra natura umana e le risorse esterne di cui ci avvaliamo e che abbiamo creduto illimitate. E svelarne la delicata, avvincente fragilità.

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"humans. resources.", foto e testo Giulio Ielardi, a cura di Francesco Zizola, edito da Gruppo Fiori/Bologna, pp.72, volume cartonato/hardback, formato 24x24 cm, stampa Notizie due (Modena), 2025, €24

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What we call "human resources" are, in reality, the women and men who make any organization—and a company even more so—function. They are people who, through their work, certainly fulfill a specific role defined by the terms of engagement (the contract), yet who—through their own behaviors, drives, and individual personalities—carry out and interpret those very tasks in a unique and unrepeatable way.

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A thermal camera—a device capable of detecting the varying temperatures of bodies and objects via a thermal sensor and translating them into different colors—can serve as the technological vehicle for a narrative that transcends effective, innovative corporate communication to become a genuine cultural endeavor. When used to capture metals undergoing processing or in storage, views of industrial facilities, and portraits of staff at work, it allows us to look beyond the visible and the obvious. It invites us to deepen our understanding of the relationship between our human nature and the external resources we utilize—resources we once believed to be limitless—and to reveal their delicate, compelling fragility.​

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"humans. resources.", photography and text by Giulio Ielardi, curated by Francesco Zizola, published by Gruppo Fiori (Bologna), 72 pages, hardcover, 24x24 cm format, printed by Notizie due (Modena), 2025, €24.

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